Numero 31 / Luglio/Agosto 2009

Numero 31 Luglio/Agosto 2009

"E' meglio sbagliarsi in fretta che aver ragione troppo tardi". (Yuri Gagarin)


Precario, ricordati di santificare le feste. Del padrone. Firmato: Nichi Vendola


E bravo il compagno Nichi Vendola! Il paladino della nuova sinistra penitenziale, a capo della giunta regionale pugliese, ha permesso che la sua maggioranza approvasse in consiglio una norma che liberalizza le aperture domenicali e festive degli esercizi commerciali.

Avevano forzato già la mano un anno e passa fa, facendo della Puglia la regione con il primato di “serranda selvaggia”, vantando 38 aperture nei giorni normalmente indicati in rosso sul calendario. Lo Jacob non mancò di far presente a Marco Barbieri, a margine di un’iniziativa pubblica a Foggia, l’incongruenza tra quel che predicavano e quel che razzolavano. “Precario, ricordati di santificare le feste. Del padrone”. Titolammo così il volantino che consegnammo nelle mani del giuslavorista nonché assessore al Lavoro della Regione Puglia.

Ieri (come oggi) è evidente che il grazioso cadeaux è offerto (sotto campagna elettorale) in primis alla grande distribuzione organizzata. Considerato che il provvedimento non piace alle associazioni dei piccoli bottegai. Se ne fotte, questa pseudo sinistra (e non sarebbe la prima volta) dei tanti precari che ben conoscono i sistemi di flessibilità dispotica attivati nei grandi ipermercati.

A Foggia, dove regna la sola insegna dei “compagni” della Coop, l’80% dei dipendenti è assunta con contratti di 20-24 ore settimanali, vale a dire tra i 500 e i 700 euro mensili in busta paga. Vite precarie. Senza contare l’abuso di lavoro interinale e stagionale, i meccanismi di dissuasione di ogni forma di “resistenza” interna, il ricorso a reparti “punitivi” per i non allineati. Luoghi di lavoro dove l’unica regola diventa “sopravvivere”, fino alla rottura delle reti di solidarietà e di lotta.

Lo scorso 25 aprile alcuni lavoratori dell’Ipercoop di Foggia erano in piazza con lo Jacob, al presidio per celebrare l’eroismo partigiano nel 64esimo della Liberazione dal nazifascismo. Il prossimo anno non sappiamo se potranno essere dei nostri. Perché la nuova norma approvata dal consiglio regionale pugliese di fatto annulla un precedente dispositivo che imponeva la chiusura “almeno” nei giorni del primo gennaio, a pasqua, il 25 aprile e il Primo Maggio, il 25 e 26 dicembre.

Ecco il regalo di Vendola e compagnucci vari ai precari del commercio: il 25 aprile, e magari il Primo Maggio, lavorativo. E se almeno i lavoratori della grande distribuzione possono vantare la tutela del contratto, cosa accadrà per chi lavora nel piccolo e medio commercio, dove lucrano insegne di griffe affermate, una vera e propria giungla nera, fatta di sommerso e diritti e dignità negate? Quale forma negoziale potranno mettere in pratica per evitare di regalare al padrone di turno la propria giornate di festa?

Chi sostiene una legge che aumenta il potere ricattatorio in mano ai padroni e spinge sull'acceleratore della flessibilità, più che votato, andrebbe sputato in faccia.
Giugno è vicino. Pensateci.



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